Focus cantieri Terzo Valico: Radimero

Il cantiere COP20 Pozzo Radimero si trova nel comune di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, e costituisce l’imbocco nord della galleria di Valico, lunga complessivamente 27 chilometri. Da questo cantiere ne viene realizzato un tratto di circa 7,7 km in direzione Genova con la tecnologia dello scavo meccanizzato, utilizzando due Tunnel Boring Machine(Tbm, le cosiddette talpe). 

 

Avanzamento lavori

A inizio giugno ha iniziato le attività l’impresa Toto Costruzioni Generali e Seli Overseas, risultata aggiudicataria del relativo bando di gara. In base al programma lavori, sono stati immediatamente ripresi gli scavi sul tunnel binario pari, cioè il tratto più lungo da scavare e che richiede quindi tempi maggiori, in quanto la Tbm Daniela a oggi ha avanzato solo per circa 620 metri. Dopo la messa a regime del cantiere, presumibilmente a settembre, riprenderà lo scavo anche del tunnel binario dispari, dove la Tbm Paola ha già realizzato un tratto di circa 3,2 km.

 

L’acquedotto alternativo di Sottovalle

Gli studi idrogeologici in fase di progetto avevano previsto una possibile interferenza dello scavo della galleria di Valico dal cantiere Radimero con le attuali sorgenti che alimentano l’acquedotto del consorzio di Sottovalle (Arquata Scrivia); per questo il Cipe aveva prescritto la realizzazione di un acquedotto alternativo e la sospensione degli scavi nel caso non fosse entrato in funzione in tempi utili.

Oggi i lavori per il nuovo acquedotto di Sottovalle, condotti sotto uno stretto monitoraggio da parte dell’Osservatorio Ambientale, sono sostanzialmente completati e le opere impiantistiche collaudate ed è quindi possibile in qualunque momento l’attivazione dell’acquedotto. Restano da completare alcune opere accessorie, come gli impianti per la gestione automatica, che comunque non ne impediscono in alcun modo il pieno utilizzo. 

La Tbm Paola, la più vicina alla zona a potenziale rischio, si trova ancora a una distanza di circa 680 metri; una volta che avrà ripreso a scavare, a settembre, raggiungerà quel punto in circa tre mesi, quindi intorno a fine novembre 2018; la talpa Daniela invece in un momento molto successivo, trovandosi ora a oltre 3 chilometri di distanza.

A breve saranno perfezionate fra il consorzio di gestione dell’acquedotto, Cociv e Rfi le modalità di presa in carico e gestione del nuovo acquedotto, in considerazione soprattutto del fatto che le sorgenti da utilizzare – trovandosi a livello e non più in alto come nel caso dell’acquedotto attuale – comporteranno costi energetici per il pompaggio, da definire. A seguito di un tavolo indetto su proposta del Commissario per il Terzo Valico per trovare una soluzione condivisa alla questione, si sta valutando l’ipotesi che, una volta consegnato l’acquedotto al consorzio di gestione, per un primo periodo i costi di elettricità siano sostenuti direttamente da Cociv, così da valutare l’effettivo consumo energetico e su quella base predisporre poi la convenzione definitiva di lungo periodo.

 

Le vasche per lo smarino

Nell’area di cantiere sono presenti vasche interrate dove viene stoccato il materiale estratto dalle gallerie durante l’avanzamento delle Tbm (smarino), per poi essere trasportato nei siti di deposito.

Alcuni mesi fa il nuovo Osservatorio Ambientale “di prossimità” aveva proposto a Cociv di realizzare due vasche aggiuntive rispetto a quelle già presenti, per garantire una maggiore efficienza nella caratterizzazione delle terre di smarino considerando la presenza di due TBM che scavano in parallelo. Come riferito nella seduta del 12 luglio scorso dell’OA, queste vasche saranno realizzate dopo la conclusione del relativo iter autorizzativo che, secondo quanto richiesto dal Comune di Arquata, prevede l’approvazione da parte di RFI come variante non sostanziale del progetto.