COSE DA SAPERE SUL TERZO VALICO
 

Da dove passano le merci che arrivano in Europa dall'Estremo Oriente?
Oggi il novanta per cento del traffico merci a livello mondiale viaggia via nave. La principale rotta commerciale che corre dall'Estremo Oriente all'Europa passa dal canale di Suez, per arrivare nel Mediterraneo. Da qui, le merci possono raggiungere i mercati europei attraverso il porto di Genova, il più importante scalo italiano per i container, un percorso che rispetto all'attracco nei porti del Mare del Nord, come Rotterdam e Anversa, consente di risparmiare circa 5 giorni di navigazione.

Perché sino ad oggi il porto di Genova non è stato competitivo rispetto ai porti del Nord Europa?
Anche se Genova gode di un vantaggio di posizione rispetto alle rotte dall'Estremo Oriente, sinora questo non ha potuto tradursi in un vantaggio competitivo perché le Alpi hanno sempre rappresentato un ostacolo nel far arrivare rapidamente via terra i container nelle regioni più industrializzate del centro Europa. La vicinanza geografica, infatti, non è sufficiente se complessivamente i costi del trasporto risultano maggiori rispetto alla rotta marittima sui più lontani porti del Nord e da lì verso sud via ferrovia.

L'apertura dei tunnel svizzeri, come il San Gottardo, ha ripercussioni anche sul traffico merci in Italia e sui porti liguri?
I nuovi trafori ferroviari alpini realizzati dalla Svizzera - il San Gottardo aperto a fine 2016 e il Ceneri che aprirà nel 2020 - creano nuovi scenari per tutto il Nord Ovest italiano: i porti liguri, la pianura padana e i suoi terminal merci (come Torino Orbassano, Novara Boschetto, Gallarate, Melzo Scalo, Milano Smistamento) possono contare su un collegamento via ferro ad alte prestazioni attraverso le Alpi in grado di rendere competitiva a livello europeo la portualità e logistica italiana. Alte prestazioni per le merci significano treni più lunghi e più pesanti, quindi più vantaggiosi per il mercato.

Cosa cambia per la portualità italiana con la realizzazione del Terzo Valico?
Il Terzo Valico è un elemento chiave: senza di esso la portualità italiana sarebbe danneggiata anziché avvantaggiata dai nuovi trafori alpini svizzeri del San Gottardo e del Ceneri, perché le merci potrebbero raggiungere più facilmente la Pianura padana dai porti del Nord Europa piuttosto che da Genova, la quale risulterebbe penalizzata dall'inadeguatezza dei collegamenti attuali.

Il porto di Genova ha fondali sufficienti per far attraccare grandi navi portacontainer?
I porti di Genova comprendono sotto l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale anche Savona e Vado. Già oggi parte dei fondali, sui 15/16 metri, consente l'attracco delle grandi navi portacontainer: fino a 14mila Teu al terminal Sech di Sampierdarena, fino a 18-20mila al Vte di Prà. La capacità di accoglienza delle mega navi da 18mila Teu e oltre, il cui passaggio nel Mediterraneo è stato reso possibile dal raddoppio del canale di Suez, è destinata ad aumentare con il completamento del nuovo terminal container a Vado e del terminal di Calata Bettolo nel porto di Genova. Più a lungo termine la costruzione della nuova diga foranea di Genova Sampierdarena, di cui si è avviata la progettazione, assicurerà adeguati spazi di manovra per le grandi navi in ingresso e uscita dal porto, oggi limitati anche per la vicinanza con l'aeroporto. L'intervento sposterà di 500 metri dalla costa, a fronte dei 160 attuali, cinque chilometri di diga.

In che modo i porti liguri potranno trarre vantaggio dal Terzo Valico?
Entro la data di attivazione del Terzo Valico sarà disponibile l'adeguamento della stazione di Genova Campasso a modulo 750 metri - cioè la massima lunghezza dei treni - e sarà ammodernato il tratto di collegamento con il porto di Sampierdarena. Questo permetterà ai porti liguri di sfruttare la capacità della nuova linea - potendo contare su un sistema infrastrutturale efficiente per instradare rapidamente le merci verso le destinazioni finali - e di competere quindi con quelli del Nord Europa conquistando nuovi mercati. Una prospettiva di sviluppo ben chiara agli operatori nazionali e internazionali del trasporto e della logistica, che hanno deciso di investire oltre un miliardo di euro nel settore container di Genova, Prà e Vado. Un impegno che si aggiunge ai circa 800 milioni d'investitimento dell'Adsp del Mar Ligure Occidentale fra il 2012 e il 2020.

Che cosa è previsto in particolare per i collegamenti di "ultimo miglio" fra il porto di Genova e il Terzo Valico?
Il 28 giugno 2018 è stata firmata una convenzione fra Ministero delle Infrastrutture, RFI e Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, con cui è stato definito un programma degli interventi in due fasi. La prima fase prevede l'adeguamento del collegamento ferroviario fra il Parco Rugna - Bettolo e il bivio S. Limbania, per dare continuità agli interventi già in corso da parte di RFI per il collegamento del porto di Sampierdarena con il parco ferroviario del Campasso; si tratta di opere relative all'incremento della sagoma limite, dell'armamento e del segnalamento, che consentiranno di trasportare attraverso la galleria Molo Nuovo anche i container high cube. Nella seconda fase sarà realizzata una nuova stazione nella zona dell'attuale parco ferroviario di Fuorimuro, dotata di binari lunghi 750 metri, uno dei requisiti fondamentali per incrementare il traffico ferroviario merci da e per il porto storico di Genova. 

Cosa s'intende per "cura del ferro"?
Con "cura del ferro" ci si riferisce all'abbattimento del traffico su gomma a favore della ferrovia, oggi una scelta obbligata per diminuire gli incidenti, tutelare la salute e l'ambiente, ridurre i costi del trasporto merci sulle lunghe distanze. Entro il 2030 l'Unione europea ha fissato l'obiettivo di trasferire su ferro il 30 per cento del traffico merci su strada e il 50 per cento entro il 2050.

Che cos'è il corridoio Reno-Alpi?
Si tratta di uno dei nove corridoi della rete strategica transeuropea di trasporto (TEN-T core network) individuata dalla Commissione europea e che gli stati membri hanno l'impegno di completare entro il 2030 con infrastrutture capaci, sicure, veloci e collegate tra loro, in coerenza con il Libro bianco dell'Unione europea. Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile. Il Terzo Valico dei Giovi è il tassello terminale a sud del corridoio Reno-Alpi.

Perché il corridoio Reno-Alpi è importante per l'Italia e per il sistema portuale ligure?
Il corridoio Reno-Alpi prevede il potenziamento dell'asse ferroviario Genova-Basilea-Rotterdam/Anversa per collegare in modo efficiente il sistema portuale ligure con la cosiddetta Blue banana, l'area europea con maggior densità di abitanti ed economicamente più forte. Una regione che attraversa sei Stati - Olanda, Belgio, Germania, Francia, Svizzera, Italia - e che include oltre ai più importanti porti del Nord Europa i principali centri economici: da Friburgo e Francoforte a Colonia e Bruxelles, dalle regioni industriali del Reno e della Ruhr al triangolo Genova-Torino-Milano. Circa quattromila chilometri di ferrovia costituiscono lo scheletro portante del corridoio.

Come si colloca il Terzo Valico rispetto al corridoio europeo Reno-Alpi?
Il Terzo Valico si trova all'estremità meridionale del corridoio Reno-Alpi: partendo dal nodo di Genova, la nuova linea corre lungo la direttrice Genova-Milano fino a Tortona e lungo la direttrice Alessandria-Torino fino a Novi Ligure, quindi s'innesta sulle linee di collegamento con Milano e Torino.  
Qual è la stima di traffico merci sul Terzo Valico?
Si stima che negli anni successivi all'entrata in esercizio del Terzo Valico i treni merci saranno in media 110 al giorno in uno scenario standard di sviluppo dei porti liguri e 96 in uno scenario cautelativo. Queste cifre fanno riferimento a treni di lunghezza media del carico utile di 440 metri per Savona e 650 metri per Genova, con un coefficiente di riempimento medio per carro ferroviario di circa 2,5 Teu (misura standard di volume nel trasporto dei container, 1 Teu corrisponde a circa 40 metri cubi). Inoltre non tengono conto di ulteriore traffico originato dall'incremento di competitività di Genova rispetto ai porti del Nord Europa. *

* Stima basata sullo "Studio per la valorizzazione del sistema logistico dell'area nord ovest del paese, con particolare riguardo all'area della Valle Scrivia e dell'alessandrino e ai collegamenti con i porti liguri e i valichi alpini", realizzato da Rfi e concluso nel 2017.

In che modo il Terzo Valico servirà anche per il trasporto passeggeri?
Il Terzo Valico nasce per soddisfare le esigenze del trasporto merci da e per i porti liguri, ma anche per migliorare i servizi per i viaggiatori, secondo il modello dell'Alta Velocità di Rete (Avr). Le relazioni di Genova con Milano e Torino, già collegate fra loro dall'alta velocità, sono fondamentali e il Terzo Valico consentirà di ridurre i tempi di viaggio tra Genova e queste due città. Grazie anche agli interventi programmati di velocizzazione della linea Milano-Tortona, Milano sarà raggiungibile in un'ora circa, contro gli attuali 85 minuti dei treni più veloci e successivamente il completamento del quadruplicamento Milano-Pavia e il quadruplicamento Voghera-Tortona consentiranno di ottimizzare ulteriormente i servizi passeggeri. Grazie al nuovo collegamento veloce con Milano, infine, Genova sarà connessa più rapidamente con la dorsale Bologna-Firenze-Roma-Napoli dell'alta velocità nazionale.

Quanti treni passeggeri al giorno sono previsti?
Complessivamente il traffico passeggeri lungo il Terzo Valico è stimato fra 72 e 100 treni al giorno. Un nuovo servizio che beneficerà anche gli oltre 4 milioni di persone che ogni anno da Genova si imbarcano su navi da crociera e traghetti per raggiungere destinazioni turistiche nel Mediterraneo.