COSE DA SAPERE SULl'opera
 

Quali sono le prestazioni principali del Terzo Valico?
Il Terzo Valico sarà una linea ad alta velocità e alta capacità, con sagoma P/C 80 che consente il trasporto di semirimorchi su treni merci (traffico intermodale) e modulo treni da 750 metri, secondo lo standard europeo. La velocità dei convogli merci sarà di 100-120 km/ora e quella dei treni passeggeri di 200-250 km/ora. Inoltre gli avanzati sistemi di distanziamento e controllo della circolazione (come l’Ertms/Etcs) consentiranno un’alta frequenza di treni.

Che pendenza avrà la nuova linea e come è stata definita in sede progettuale?
Al momento della stipula dell’Atto Integrativo, nel novembre 2011, è stato previsto l’adeguamento del progetto approvato dal Cipe nel 2006 alle STI vigenti. Le STI, Specifiche Tecniche di Interoperabilità, sono documenti UE di riferimento per la progettazione di linee ferroviarie, al fine di garantire la circolazione libera e in sicurezza dei treni fra un paese e l’altro. Nel caso del Terzo Valico, trattandosi di una nuova linea destinata in particolare al traffico merci, doveva essere fatto riferimento anche alle STI INFRA linee convenzionali 2011/275 UE, che prevedono una pendenza massima del 12,5 per mille. È questo quindi il valore adottato per il Terzo Valico.

Quale sarà il peso massimo dei treni trainabili con un solo locomotore? 
Il peso massimo dei treni trainabili con un solo locomotore dipende principalmente dalle pendenze lungo il tracciato e dai limiti imposti dalla resistenza degli organi di attacco. La pendenza massima del Terzo Valico è del 12,5 per mille. Tenuto conto di ciò la massima prestazione con un solo locomotore sarà di circa 1.750 tonnellate.

Perché avere una linea ad alte prestazioni se le linee esistenti di connessione del Terzo Valico con i trafori alpini non lo sono?
Grazie agli investimenti in corso da parte di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, quando il Terzo Valico sarà attivato anche tutti gli altri tratti ferroviari del corridoio Reno-Alpi in territorio italiano saranno adeguati dal punto di vista strutturale e tecnologico per garantire prestazioni analoghe. L’adeguamento a sagoma P/C 80 e modulo 750 metri (*) delle linee di valico, cioè quelle che da Novara e Milano portano alle stazioni di confine di Domodossola, Luino e Chiasso - da dove poi i treni passano le Alpi attraverso i trafori svizzeri del Lötschberg (aperto dal 2007) e del recente tunnel di base del San Gottardo – è già in corso e si concluderà nel 2020, quando aprirà anche il traforo del Ceneri. Entro la data di attivazione del Terzo Valico saranno adeguate al modulo 750 metri le linee Novara–Alessandria–Imbocco nord Terzo Valico e la Milano-Tortona. Entro la stessa data la prima linea sarà anche adeguata a sagoma P/C 80, mentre sono in corso verifiche per adeguare alla stessa data la Milano–Tortona.

* Definita da una sigla, la sagoma indica la larghezza e altezza della sezione libera da ostacoli lungo una linea ferroviaria, mentre il modulo indica la lunghezza massima del treno completo (lo standard europeo è 750 metri).

Qual è il territorio attraversato dal Terzo Valico e, a opera finita, quale sarà il suo impatto visivo sul territorio?
Il Terzo Valico dei Giovi si sviluppa in direzione sud-nord fra Genova e Tortona, attraversa il territorio di 11 comuni delle province di Genova e di Alessandria e ha una lunghezza complessiva di 53 chilometri, di cui 37 in galleria. I 16 km all’aperto si trovano principalmente all’estremità nord della linea, dalla piana di Novi Ligure a Tortona, dove seguono lo stesso tracciato della linea attuale. Nella parte in galleria l’unico tratto all’aperto che sarà visibile a fine lavori è uno spazio attrezzato per le manovre di soccorso a Libarna (Serravalle Scrivia).

Come si collega il Terzo Valico con le linee ferroviarie esistenti?
Per quanto riguarda le linee ferroviarie esistenti, il Terzo Valico è connesso a sud con gli impianti ferroviari dell’area di Genova, con i bacini portuali di Prà e del Porto storico e con la linea per Savona; a nord, a Novi Ligure con le linee in direzione di Alessandria, Torino e Novara e a Tortona con la linea in direzione di Milano.

In che cosa consiste la soluzione alternativa allo Shunt di Novi?
La variante progettuale per l’interconnessione della nuova linea ferroviaria con la linea storica Torino-Genova, approvata dal Cipe a fine 2017, ha eliminato il cosiddetto Shunt di Novi, un tratto di nuova linea che passava a ovest di Novi Ligure. Questa soluzione alternativa risale al 2013 ed era stata presentata da RFI al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in adempimento alla prescrizione contenuta nella delibera Cipe del 2006 di approvazione del progetto definitivo del Terzo Valico. Nel 2017, d’intesa con il MIT, e sulla base delle richieste pervenute dal territorio, RFI ha quindi trasmesso il progetto definitivo per la variante approvata ora dal Cipe, che riduce di 7 chilometri il tratto di nuova linea su terreno agricolo per passare sulla linea ferroviaria attuale che attraversa l’abitato di Novi, in questo modo creando un’interconnessione diretta fra Terzo Valico e scalo merci di San Bovo. È inoltre meno costosa, comporta una minore occupazione di suolo e una riduzione dei volumi di scavo e degli impatti idrogeologici.

Che tipo di treni merci viaggeranno sui binari del Terzo Valico?
La pendenza massima del 12,5 per mille, il raggio di curvatura di 3,5 chilometri e il modulo di 750 metri permetteranno sia la circolazione di treni merci a standard europeo e più competitivi rispetto al trasporto su strada, sia l’aumento di produttività del treno: con un solo locomotore sarà infatti possibile trasportare il 30-50 per cento di merce in più, con un dispendio energetico molto minore.

Perché realizzare una nuova linea quando sullo stesso percorso ci sono già altre linee?
Il Terzo Valico si chiama così perché sul percorso Genova-Tortona ci sono altre due linee ferroviarie che prendono il nome dal passo dei Giovi e che hanno caratteristiche direttamente collegate agli standard costruttivi dell’epoca in cui sono state realizzate. La più antica, la cosiddetta “linea dei Giovi”, è stata inaugurata nel 1854, ha una pendenza molto elevata, del 35 per mille, ed è molto tortuosa; per questi motivi è quasi esclusivamente utilizzata per il traffico passeggeri locale. La linea cosiddetta “Succursale dei Giovi”, realizzata fra il 1889 e il 1922, ha una pendenza minore ma ancora elevata, del 17 per mille, ed è meno tortuosa, con un raggio di curvatura di 600 metri. È utilizzata da tutte le tipologie di traffici ma con forti limitazioni nella velocità, lunghezza e tipo di treni. Il Terzo Valico dei Giovi costituisce la soluzione infrastrutturale per avere un collegamento ferroviario a standard europeo che consenta di far viaggiare treni merci di dimensioni e peso elevati tra il porto di Genova e il Nord Europa.

Quante sono le gallerie del Terzo Valico e che caratteristiche hanno?
I 37 chilometri in galleria del Terzo Valico sono costituiti principalmente da tre gallerie naturali e due artificiali. Le tre gallerie naturali sono nell’ordine a partire da Genova: la galleria Campasso lunga 716 metri, la galleria di Valico, lunga circa 27 chilometri e la galleria Serravalle, lunga circa 7 chilometri. Le due gallerie più lunghe sono “a doppia canna”, cioè costituite da due tunnel a semplice binario affiancati, uno per ogni senso di marcia, uniti tra loro ogni 500 metri da collegamenti trasversali che consentono di raggiungere il tunnel parallelo in caso d’incidente. La galleria di Valico, inoltre, prevede per esigenze sia costruttive, sia di sicurezza a opera finita, quattro punti intermedi di accesso, le cosiddette finestre, anche queste realizzate in galleria: Polcevera, Cravasco, Castagnola e Val Lemme.

Come vengono scavate le gallerie?
Circa 15 chilometri delle gallerie naturali vengono realizzati con la tecnica dello scavo meccanizzato, cioè utilizzando macchine molto complesse che al tempo stesso scavano il tunnel e lo rivestono con elementi prefabbricati: le TBM, Tunnel Boring Machine, meglio note come talpe.

A che punto è la realizzazione del Terzo Valico?
I cantieri sono stati avviati nel 2012. L’attivazione, anche per fasi, della nuova linea è prevista entro il 2023. I lavori sono in corso lungo tutto il tracciato e comprendono sia le opere relative alla linea ferroviaria, sia l’adeguamento di strade esistenti per ridurre l’impatto del traffico di cantiere e, a lavori finiti, migliorare in generale la viabilità locale.

Chi costruisce l’opera?
Cociv è il General Contractor incaricato da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, di progettare e costruire il Terzo Valico. Il consorzio è costituito da Salini-Impregilo Spa, Società italiana condotte d’acqua Spa e Civ, Collegamenti integrati veloci. A regime, a inizio 2019, opereranno sui cantieri oltre 2.500 persone.