La variante allo Shunt di Novi

A dicembre 2017 il Cipe ha approvato la variante progettuale per l’interconnessione della nuova linea ferroviaria con la linea storica Torino-Genova, eliminando un tratto di nuova linea che passava a ovest di Novi Ligure, il cosiddetto Shunt di Novi.


Questa soluzione alternativa risale al 2013 ed era stata presentata da RFI al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in adempimento alla prescrizione contenuta nella delibera Cipe del 2006 di approvazione del progetto definitivo del Terzo Valico. Nel 2017, d’intesa con il MIT, e sulla base delle richieste pervenute dal territorio, RFI ha quindi trasmesso il progetto definitivo per la variante approvata dal Cipe, che riduce di 7 chilometri il tratto di nuova linea su terreno agricolo per passare sulla linea ferroviaria attuale che attraversa l’abitato di Novi, in questo modo creando un’interconnessione diretta fra Terzo Valico e scalo merci di San Bovo. Meno costosa dello Shunt, la variante comporta anche una minore occupazione di suolo, una riduzione dei volumi di scavo (da circa 3,4 milioni di metri cubi a 760mila) e una riduzione degli impatti idrogeologici.

L’Allegato 1 alla delibera Cipe riporta tutte le prescrizioni che la realizzazione della variante dovrà rispettare, formulate dai diversi enti centrali e locali coinvolti. La maggior parte delle prescrizioni riguarda aspetti di salvaguardia ambientale, sia in fase di cantierizzazione che ad opera finita: i monitoraggi da attuare, la gestione degli impatti del traffico di cantiere sulla viabilità, le modalità di smaltimento delle terre da scavo. Una grande attenzione è dedicata agli aspetti di tutela delle risorse idriche, con particolare riferimento al Rio Gazzo, alla conservazione degli ecosistemi, alle mitigazioni ambientali soprattutto in tema di rumore e vibrazioni.

Per quanto riguarda infine le condizioni di sicurezza del transito dei treni merci a lunga percorrenza, la delibera specifica che “nelle more dell'emanazione di una normativa specifica in materia di accettabilità del rischio, il numero di treni con merci pericolose che interessano l'abitato di Novi Ligure non dovrà essere superiore a quello attuale”.