Come comporre in cantiere il campione per l’analisi dell’amianto totale

Prosegue l’attività del gruppo di lavoro amianto dell’Osservatorio Ambientale del Terzo Valico sulle misurazioni dell’amianto nelle terre e rocce da scavo durante i lavori della nuova linea. 

Nella seduta di fine luglio, per adempiere alla prescrizione della Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, con il supporto delle Arpa era stata condivisa una procedura per la determinazione dell’amianto totale. Questa procedura, in base alla quale si effettua l’analisi sull’intero campione macinato, da un anno – grazie alla disponibilità di Cociv – affianca il metodo previsto dalla normativa vigente per il Terzo Valico (DM 161/2012), che richiede l’analisi su campioni setacciati. In un anno di doppie verifiche, non si è mai verificato che, con l’amianto totale, le terre cambiassero stato giuridico passando da “sottoprodotto” a “rifiuto speciale”.

La fase del campionamento è parte integrante dell’analisi e il modo in cui viene condotto incide in maniera determinante sulla qualità e sulla significatività del dato finale. L’OA aveva quindi dato mandato alle Arpa di redigere il documento sulle modalità con cui viene costituito il campione in cantiere, cioè la metodica da campo per il campionamento

Questo il punto discusso nella seduta dell’OA svoltasi il 25 ottobre, che ha approvato il testo della metodica messo a punto dalle Arpa secondo cui, per evitare l’impoverimento di concentrazione del materiale, si ritiene che la setacciatura – attraverso una maglia da 2 cm – non debba più essere fatta sul campo, ma in laboratorio.

Inoltre, per agevolare gli strumenti di laboratorio nella macinatura, la massa finale del campione di laboratorio non dovrà contenere pezzi di dimensioni superiori ai 4-5 cm. Nel caso in cui, per le caratteristiche del materiale scavato, gli elementi siano troppo grossi, si potranno utilizzare strumenti come mazze o martelli per ridurne le dimensioni, limitando il più possibile la dispersione di polveri e garantendo la sicurezza degli operatori.

Il documento sulla metodica descritta, approvato dall’OA, è stato trasmesso al ministero dell’Ambiente.